Von der Leyen, "reagiremo ai dazi ma pronti a negoziare"
Siamo pronti a reagire, ma siamo pronti a negoziare, non è troppo tardi. Finalizzeremo il primo pacchetto di contromisure sull'acciaio e prepareremo altri contro dazi in caso di fallimento dei negoziati." Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nella sua replica ai dazi imposti dal presidente americano Donald Trump.
Von der Leyen ha tenuto il suo statement in tre lingue - inglese, francese e tedesco - e ha parlato dalla sede di rappresentanza della Commissione europea a Samarcanda, in Uzbekistan, dove nelle prossime ore avrà inizio il primo vertice tra Ue e Asia Centrale.
"Seguiremo con attenzione anche gli effetti indiretti che queste tariffe potrebbero avere, perché non possiamo assorbire la sovraccapacità globale né accettare il dumping sul nostro mercato. Come europei promuoveremo e difenderemo sempre i nostri interessi e valori. E difenderemo sempre l'Europa", ha sottolineato Von der Leyen, spiegando tuttavia come "c'è una strada alternativa: non è troppo tardi per affrontare le preoccupazioni attraverso i negoziati. Per questo il nostro commissario per il Commercio, Maros Šefčovič, è costantemente impegnato con le sue controparti statunitensi. Lavoreremo per ridurre le barriere, non per aumentarle. Passiamo dal confronto al negoziato".
Giappone, dazi Usa "deplorevoli, violazione norme Wto"
Il ministro del Commercio giapponese Yoji Muto ha dichiarato oggi che Tokyo ha detto a Washington che i nuovi dazi statunitensi che includono un'imposta del 24% sulle importazioni nipponiche sono "estremamente deplorevoli".
Tokyo ha affermato anche che l'offensiva tariffaria del presidemten americano Donald Trump potrebbe violare le norme dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e il trattato commerciale tra i due paesi.
"Ho comunicato che le misure tariffarie unilaterali adottate dagli Stati Uniti sono estremamente deplorevoli e ho nuovamente esortato con forza a non applicarle al Giappone", ha detto Muto aggiungendo di aver parlato con il segretario al Commercio americano Howard Lutnick prima dell'annuncio di Trump.
"Nutriamo serie preoccupazioni circa la conformità" dei dazi americani "alle norme del Wto e all'accordo commerciale tra Giappone e Stati Uniti", ha detto da parte sua il ;;portavoce del governo nipponico Yoshimasa Hayashi.
Starmer, "reagiremo ai dazi a mente fredda, nulla escluso"
Il governo britannico reagirà a "mente fredda e calma" ai dazi Usa, ha affermato il primo ministro Keir Starmer, sottolineando che "nulla è escluso" e che Londra prenderà decisioni "guidate solo dal nostro interesse nazionale": lo riporta il Guardian. "Chiaramente ci sarà un impatto economico", ha detto questa mattina Starmer ricevendo un gruppo di dirigenti aziendali nel suo ufficio a Downing Street.
"Uno dei grandi punti di forza di questa nazione è la nostra capacità di mantenere la calma", ha sottolineato il primo ministro, aggiungendo: "La nostra intenzione rimane quella di concludere un accordo, ma nulla è escluso".
I dazi di Trump colpiscono anche isole disabitate con pinguini
La scure di Trump si è abbattuta anche su isole disabitale, senza persone ma con pinguini, privi di attività imprenditoriale e men che meno di esportazioni. Si tratta delle isole antartiche Heard e McDonald, territorio esterno australiano nell'Oceano Indiano meridionale, che sono state colpite da una tariffa del 10%. O dell'isola di Norfolk a nord-est di Sidney o dell'isola norvegese di Jan Maden.
La Cnn e il Guardian hanno analizzato la lista elencata ieri dal presidente Usa dei paesi colpiti da dazi e hanno scoperto che, come ha detto il premier australiano Antony Albanese, "nessun posto sulla terra è sicuro".
Le isole Heard e McDonald sono disabitate, inserite nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'Unesco, "ricoperte all'80% di ghiaccio" e "deserte" nel caso dell'isola Heard e delle isole McDonald come "piccole" e "rocciose". L'attività economica si concluse sostanzialmente nel 1877, quando cessò il commercio di olio di elefante marino e la popolazione di cacciatori di foche abbandonò le isole situate lungo il tragitto dal Madagascar all'Antartide.
L'isola Norfolk, che ha una popolazione di 2.188 persone e si trova 1.600 km a nord-est di Sydney, è stata colpita da una tariffa del 29%, ovvero 19 punti percentuali in più rispetto al resto dell'Australia. "Norfolk Island ha una tariffa del 29%.
Non sono del tutto sicuro - ha detto il premier Albanese - che Norfolk Island sia un concorrente commerciale della gigantesca economia degli Stati Uniti, ma questo dimostra ed esemplifica il fatto che nessun posto sulla terra è al sicuro da questo".
Dall'altra parte del pianeta, la piccola isola norvegese ed ex stazione baleniera di Jan Mayen ha avuto tariffe del 10%. Ma nessuno ci vive in modo permanente (alcuni militari vi si alternano) e ha un'economia pari a zero, secondo Cnn, che la definisce un'isola "desolata e montuosa".
Industria auto tedesca, da dazi impatto enorme sul settore
Questo non è 'America first', questo è 'America alone'". È quello che ha affermato la presidente dell'Industria dell'auto tedesca, Hildegard Mueller, commentando i dazi americani. Con la mossa di Donald Trump, "si segna un cambiamento fondamentale nella politica commerciale".
"Questo protezionismo vedrà solo perdenti", aggiunge. Secondo l'analisi della Mueller, l'impatto sull'industria dell'auto "sarà enorme". "L'Ue deve rispondere in modo determinato e forte, e allo stesso tempo segnalare la disponibilità a trattare".
JPMorgan: "Dai dazi rischio di recessione per l'economia mondiale"
Se gli Usa manterranno gli ingenti dazi annunciati, c'è un rischio recessione per l'economia statunitense e mondiale nel 2025. Lo afferma JPMorgan in una nota agli investitori, riportata da Cnn. "Sottolineiamo che queste politiche, se mantenute, probabilmente spingerebbero l'economia statunitense e mondiale in recessione quest'anno", hanno affermato gli analisti. JPMorgan ha osservato che le tariffe aumenterebbero le tasse per gli americani di 660 miliardi di dollari l'anno, il più grande aumento fiscale nella memoria recente. E aumenteranno anche i prezzi, aggiungendo il 2% all'indice dei prezzi al consumo, una misura dell'inflazione statunitense che ha fatto fatica a tornare con i piedi per terra negli ultimi anni. "L'impatto sull'inflazione sarà sostanziale", hanno affermato gli analisti. "Consideriamo la piena attuazione di queste politiche come uno shock macroeconomico sostanziale".
Budapest, "Ue incompetente, prezzo dei dazi ai cittadini"
"L'economia europea e i suoi cittadini stanno ancora una volta pagando il prezzo dell'incompetenza di Bruxelles. La decisione sui dazi di ieri degli Stati Uniti ha chiarito una cosa: la Commissione europea avrebbe dovuto negoziare. Hanno avuto due mesi e mezzo di tempo.
Non hanno fatto nulla". Lo scrive in un tweet il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó.
"Invece di lavorare con Washington per ridurre i dazi sulle auto dal 10% al 2,5% statunitense, non hanno fatto nulla. Hanno trasformato una questione economica in una questione ideologica e hanno comunque portato a casa migliaia di euro al mese...", aggiunge.
Dazi, 47% americani manterrà acquisti prodotti italiani
"Abbiamo avviato un'indagine rapida per misurare l'impatto che i dazi americani avranno sull'industria di marca e fornire dati utili in sede nazionale ed europea. Nel settore del largo consumo il prezzo è una componente significativa" ha dichiarato Vittorio Cino, direttore generale di Centromarca, presentando una ricerca condotta da YouGov che evidenzia come per quel che riguarda i prodotti alimentari made in Italy, il 47% asserisce che in caso di aumento dei dazi manterrebbe la quantità di prodotti italiani acquistati, mentre il 30% la ridurrebbe. Di contro, solo il 16% dei consumatori americani afferma di essere disposto a pagare di più per acquistare prodotti alimentari italiani, il 48% afferma di essere disposto a spendere la stessa cifra che sborsa per altri prodotti, il 10% vorrebbe spendere di meno. Circa la metà dei consumatori americani utilizza prodotti alimentari italiani, con il 14% che lo fa ogni settimana, il 25% mensilmente. Tra i prodotti usati abitualmente, nelle prime cinque posizioni troviamo pasta, seguita da olio di oliva, formaggi, salse e vino. Secondo i dati elaborati da Nomisma per Centromarca, tra il 2023 e il 2024 l'incremento delle importazioni a valore negli Usa è stato del 16%, da 8,5 a 9,9 miliardi, con l'alimentare cresciuto da 6,8 a 8,0 miliardi e i prodotti per la cura della casa e della persona da 1,7 a 1,9 miliardi, mentre nel decennio 2014 - 2024 il fatturato alimentare complessivo è passato da 3,8 a 9,9 miliardi, pari a una crescita del 161%. Le analisi mostrano che nel 2024 il peso degli Usa sull'export italiano food&beverage era pari al 12%; 13% per i prodotti cura casa/persona.
Berlino,"impatto dei dazi simile a invasione russa dell'Ucraina"
Robert Habeck, ministro dell'Economia tedesco, in una conferenza stampa ha paragonato l'impatto dell'attacco della Russia all'Ucraina, con quello dei dazi degli Stati Uniti. Per Habeck "si tratta degli aumenti tariffari più destabilizzanti degli ultimi novant'anni" verso i quali è necessaria una reazione compatta e decisa, proprio come nel caso dell'aggressione russa all'Ucraina. Habeck ha poi sottolineato che non bisogna prestare fede all'affermazione di Donald Trump in base alla quale gli Stati Uniti verrebbero sfruttati nelle loro relazioni commerciali. "Questa affermazione è falsa. Globalizzazione significa dividere il lavoro in tutto il mondo e quindi vincere tutti. E uno dei più grandi vincitori della globalizzazione sono gli Stati Uniti, che negli ultimi anni hanno avuto tassi di crescita significativamente più alti dell'Europa". Habeck ha poi ribadito: "Come abbiamo dimostrato in passato, dobbiamo rispondere con l'atteggiamento giusto, rimboccarci le maniche e trovare una via d'uscita da questa situazione. Ed è questo che mi aspetto dal prossimo governo". Habeck ha anche sottolineato: "I dazi annunciati dagli Stati Uniti danneggiano l'economia europea e statunitense e il commercio internazionale. Per i consumatori degli Stati Uniti, questa giornata non sarà il giorno della Liberazione, ma il giorno dell'Inflazione. La mania tariffaria degli Stati Uniti può innescare una spirale che può trascinare i paesi in recessione e causare danni ingenti in tutto il mondo".
Sefcovic, "domani colloqui con Usa, l'Ue non resta inerte"
"Idazi ingiustificati inevitabilmente si ritorcono contro. Agiremo in modo calmo, graduale e unificato" e "calibriamo la nostra risposta, lasciando tempo adeguato per i colloqui. Ma non resteremo inerti se non riuscissimo a raggiungere un accordo equo". Lo scrive su X il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, annunciando che domani parlerà con i suoi omologhi statunitensi.
Fonti, Usa con dazi riscuoteranno da Ue 81 miliardi totali
In base alle nuove tariffe annunciate "il totale dei dazi che gli Usa sono destinati a riscuotere sulle esportazioni Ue è di poco superiore a 81 miliardi", tra i dazi su auto, acciaio alluminio e i nuovi dazi 'reciproci' annunciati ieri. "E' evidentemente un balzo enorme". Lo ha detto un alto funzionario europeo. "Le nostre cifre dicono che si tratta di circa 290 miliardi di euro di esportazioni Ue con i dazi teorici del 20% da applicare dagli Usa" con le nuove tariffe. "Sono circa 58 miliardi di dazi extra che applicherebbero sulle esportazioni Ue". "Il 70% delle nostre esportazioni, verso gli Usa sarebbe colpito da tariffe".
Gb, 'delusi da dazi ma scommettiamo su accordo con Trump'
Il governo britannico è "deluso" per l'imposizione dei dazi Usa ma è impegnato nel raggiungimento di un accordo commerciale con l'amministrazione di Donald Trump. Lo ha affermato il ministro delle Attività Produttive, Jonathan Reynolds, riferendo alla Camera dei Comuni. Reynolds ha sottolineato che una intesa con Washington "non solo eviterebbe l'imposizione di dazi più pesanti, ma approfondirebbe la nostra relazione economica", e allo stesso tempo ha annunciato una consultazione con le aziende del Paese su possibili ritorsioni future contro gli Stati Uniti.
"Primi controdazi Ue il 15 aprile, altre misure a maggio"
"Ci sono contromisure in arrivo in risposta ai dazi sull'alluminio e l'acciaio annunciati il 12 marzo" dall'amministrazione Trump: "la decisione avverrà in comitologia, (una procedura speciale in sede Ue, ndr), e i Paesi saranno chiamati a votare il 9 aprile". Lo fanno sapere fonti Ue, precisando che a seguito del voto - a maggioranza qualificata - i primi controdazi potranno entrare in vigore il 15 aprile, seguiti poi da una seconda tranche di misure il 15 maggio. "Eravamo pronti il 12 marzo, siamo pronti ora. C'è ancora qualche consultazione in corso e poi procederemo", hanno ribadito le stesse fonti, precisando che "la ritorsione rifletterà" gli input ricevuti dai governi nazionali.