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A Piazza Affari, con l'indice Ftse Mib che in giornata ha toccato una flessione di oltre il 7,5%, si è registrato un calo come nel giorno dell'attacco alle Torri Gemelle l'11 settembre 2001.

L'indice ha registrato negli anni le dieci sedute peggiori: il 24 giugno del 2016, in occasione del post referendum della Brexit, il listino ha registrato un calo del 12,48%. Il 6 ottobre 2008, con il fallimento Lehman Brothers, la flessione è stata dell'8,24%. In occasione dell'attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono, il calo fu del 7,57%.

I mercati sono ancora sotto scacco dopo l'avvio dei dazi decisi da Donald Trump. Dopo il tonfo di Wall Street della vigilia e la sofferta seduta in Asia, i principali listini europei si avvia a concludere la peggior settimana dal 2022. Sul fronte valutario, invece, il dollaro recupera terreno rispetto alle principali valute internazionali.

I rischi di una recessione mettono in difficoltà anche i titoli di Stato, con i rendimenti che registrano un discreto calo.
Nel Vecchio continente lo stoxx 600, che raccoglie 600 delle principali capitalizzazioni europee, lascia sul terreno il 2,2%, e scende ai minimi da gennaio scorso. E così l'indice si avvia verso ad un calo complessivo del 5% in una settimana. Numeri negativi che non si vedevano da tre anni. A indossare la maglia nera è Milano che lascia sul terreno oltre il 7%  bruciando, a metà seduta, già 61 miliardi di capitalizzazione. Male anche Madrid (-3,9%), Francoforte (-2,4%), Parigi (-2%), Londra (-1,8%). In calo i future americani con il Dow Jones in flessione dell'1%, il Nasdaq dello 0,6% e lo S&P dello 0,8%.

In caduta libera le banche, mentre si valutano i rischi di una recessione globale e di una nuova fiammata dell'inflazione.
Uno scenario che porterebbe a "serie difficoltà per molte aziende a livello globale", spiegano gli analisti. C'è attesa, intanto, per la riunione dei "ministri del commercio europei per discutere degli spazi di negoziazione e delle contromisure potenziali, con Trump che ha dichiarato di essere aperto a ridurre i propri dazi se gli altri Paesi faranno qualcosa di fenomenale", sottolinea Mps market strategy.
Un contesto che ha scatenato una violenta corrente di vendita che ha interessato in modo particolare le banche. A Piazza Affari in profondo rosso Mps, Unicredit e Bper che lasciano sul terreno oltre l'11%. Male anche Banco Bpm, Popolare Sondrio e Intesa, in flessione del 10%. Sul fronte dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund sale a 123 punti, con il rendimento del decennale italiano che scende di cinque punti al 3,71% e quello tedesco di 16 punti al 2,48%.

I rischi di recessione di abbattono anche sul comparto azionario dell'energia (-3,4%) che risente del forte calo del petrolio e del gas. Il Wti cede il 3,1% a 64,86 dollari al barile e il Brent a 68,04 dollari (-3%). Ad Amsterdam le quotazioni del gas scendono del 4,3% a 37,51 euro al megawattora.

I mercati puntano sui tagli della Bce a aprile e giugno

Le attese di un taglio dei tassi d'interesse nel Consiglio Bce di aprile balzano al 100% dopo i dazi di Trump e le attese per il loro impatto economico che stanno facendo crollare i prezzi del petrolio. Solo pochi giorni fa le scommesse degli investitori assegnavano a un taglio in aprile le stesse chance di un nulla di fatto.
Le quotazioni degli overnight index swap ora scontano praticamente con quasi certezza un taglio anche nella riunione di giugno. Inoltre dai contratti derivati emerge l'attesa di un terzo taglio Bce entro fine anno, che porterebbe il tasso sui depositi all'1,75%.

L'Asia in calo, Tokyo chiude ai minimi in 8 mesi

Le Borse asiatiche, orfane dei listini cinesi chiusi per festività, concludono una nuova seduta pesante, in scia con Wall Street. Sui mercati non si allenta la paura dei dazi, con i timori che la politica commerciale di Donald Trump porterà ad una recessione globale. Atteso l'intervento del presidente della Fed Jerome Powell.

Tokyo cede il 2,75%, ai minimi da otto mesi. Sul fronte dei cambi lo yen si attesta ai massimi in sei mesi sul dollaro a 146,06. In rosso anche Seul (-0,86%), Mumbai (-1%), Hanoi (-3,75%) e Bangkok (-2,6%).
Sul fronte macroeconomico in arrivo dagli Stati Uniti il tasso di disoccupazione.

La morsa dei dazi pesa sul dollaro, l'euro sale a 1,1083

Il dollaro ancora in caduta sulla scia dei timori per la tenuta dell'economia globale con l'avvio dei dazi decisi da Donald Trump.
L'euro in avvio sale a 1,1083 sul biglietto verde, con un aumento dello 0,2%. Si rafforza anche lo yen a 146,30 sul dollaro e si assesta ai massimi in sei mesi. Bene anche la sterlina e il franco svizzero.

La Borsa di Mosca apre in forte rialzo, +2,04%

La Borsa di Mosca ha guadagnato il 2,04% nei primi scambi di giornata, per poi assestarsi su un +1,76% rispetto a ieri. Lo riporta l'agenzia di stampa russa Tass.
Nella lista di paesi colpiti dai nuovi dazi annunciati dal presidente americano Donald Trump la Russia non figura (al pari di Cuba, Bielorussia e Corea del Nord). Mosca è stata esclusa dalle tariffe perché le sanzioni Usa per la guerra in Ucraina "precludono già qualsiasi scambio commerciale significativo" con la Russia, ha spiegato la Casa Bianca.